Terme di bellezza
- Dettagli
- Scritto da Carla Militano
«Le terme sono uniche, conciliano cure e benessere, terapie e divertimento. Un concetto non ancora ben assimilato, ci sono ancora enormi potenzialità inespresse». Di questo è certo Aurelio Crudeli, direttore di Federterme, l'associazione di categoria aderente a Confindustria.
In pieno boom, solo Roma aveva più di 800 stabilimenti termali pubblici e privati: nelle terme non si andava solo per curarsi, ma anche per rilassarsi con gli amici, per sfuggire allo stress, per tonificare i muscoli e rendere la pelle più liscia. Una tradizione che non sii sta riscoprendo in Italia dopo che per anni gli stabilimenti termali venivano visti solo come luoghi di cura, soprattutto per gente anziana.
Una serie di incontri che ha segnato la fine del termalismo esclusivamente "sanitario": «Il 70% degli stabilimenti - dice Crudeli - offre soltanto cure, ma un buon 30% ormai associa alle terapie vasti programmi di "wellness", di benessere. Dai trattamenti per la pelle a quelli anticellulite, dal peeling alle indicazioni sulla postura». Ma anche curarsi alle terme ha una marcia in più: «Nei nostri stabilimenti - ricorda Crudeli - si curano reumatismi e artrosi, sinusiti e bronchiti, psoriasi, eczemi, otiti e laringiti croniche, calcolosi alle vie urinarie, stipsi, affezioni ginecologiche.
Oltre alla riabilitazione motoria. Tutte cose che si possono fare anche nelle cliniche specializzate. Ma noi abbiamo due valori aggiunti: l'acqua minerale, che sgorga naturalmente dalle fonti ed è riconosciuta come curativa dal Ministero della Salute, e il contesto. Curarsi in un posto splendido, nel verde e nella natura, certamente facilita il recupero». A provarlo è una ricerca dell'Inail: chi subisce infortuni sul lavoro può sperare in tempi molto più stretti di recupero (anche la metà) se si cura alle terme.
La maggior parte delle volte viene facile scordare che lo stabilimento termale è una vera e propria azienda sanitaria, con un rapporto continuo col Ministero della Salute, con un direttore sanitario, e che offre gratuitamente a chi ne ha bisogno, tramite il Servizio Sanitario Nazionale, un ciclo di cure (dietro pagamento di 50 euro di ticket). Al momento si è in attesa dell'ufficializzazione di una nuova figura lavorativa, quella dell'operatore termale, stabilita già da una legge del 2000.
Formazione, professionalità e ricerca: nel 2003 è nata una fondazione per la ricerca scientifica termale, e recentemente ha aperto i battenti un vero polo scientifico termale a Caramarico Terme dedicato alla formazione in Scienze della Salute, Cosmetologia, Estetica professionale, Termalismo e medicina estetica. Salute e benessere, dunque, e non solo per anziani: «Si tende sempre a notare che il 50% dei nostri clienti sono over 55, ma questo significa che l'altra metà è più giovane.
Con l'aumento delle attività ludiche connesse agli stabilimenti termali, vengono sempre più bambini, che ormai sono il 12% della clientela». In un mondo occidentale sempre più stressato, e alla ricerca di "vie di fuga", anche temporanee, le terme potrebbero rappresentare la valvola di sfogo ideale. Eppure il mercato non decolla: negli ultimi anni, sono rallentati i flussi turistici, fermi ormai a 3 milioni di presenze, ed è diminuita la permanenza media, da 4,7 a 4,4 giorni.
«Scontiamo un limite culturale - spiega Feroci - che non concepisce la compresenza di aspetti ludici e terapeutici, e un pregiudizio che vede le terme come luoghi un po' noiosi per i nostri nonni. Le terme come luogo di cura e di benessere per tutti, inutile nasconderlo, non sono entrate ancora nel sentire comune, proprio da noi che siamo la culla della cultura termale. E i paesi dell'Est, che invece hanno ben viva questa mentalità, ormai ci hanno superato».









